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Pagina 5 di 13 UN BEL GRUPPO, DISABITUATO A OSARE
Andrea Scanavacca, recordman di punti nel massimo campionato (3368 in 273 match), attuale direttore sportivo del Rovigo, ci spiega cosa dobbiamo aspettarci dagli azzurri di Mallett Andrea, l'Inghilterra domenica deve farci paura? No, direi di no. Li ammiro, invidio la loro organizzazione, la solidità mentale, la capacità di rincorrere il punteggio come poche altre squadre. Però, e mi auguro di azzeccare il pronostico, è venuto il momento di fargli uno scherzetto. Sono gli unici che non abbiamo ancora battuto, non possiamo continuare a farci guardare dall'alto in basso. Cambierebbe qualcosa sconfiggerli, anche solo una volta? Il gap rimarrebbe tale - non è più quello di una volta - ma i media britannici, di natura poco teneri, non perdonerebbero uno scivolone con l'eterna Cenerentola del torneo. Una volta infranto il tabù, ogni partita farebbe storia a sé e le possibilità di vincere aumenterebbero di conseguenza. L'entusiasmo, da parte nostra, sarebbe raddoppiato. Sì e no. Perché, da buoni italiani, ci esaltiamo per poco. Anche domenica saremo in attesa dell'impresa e potrebbe rappresentare un pericolo: dobbiamo giocare concentrati, non dobbiamo mai perdere la testa. E' gente, gli inglesi, che approfitta di un giallo o un errore per scappare: guardate contro il Galles cos'è successo. Dieci minuti in inferiorità dei dragoni e la partita l'hanno portata a casa. Saranno due turni di fuoco. Dopo la pausa arriva la Scozia... Stanno migliorando sensibilmente e non dobbiamo sottovalutarli perché è l'unica partita che giochiamo davvero alla pari. Ci somigliamo molto - poche fasi, difficoltà ad andare in meta, difesa al limite - speriamo che il gioco allo specchio favorisca gli azzurri. Dopo Italia-Irlanda può già azzardare dei giudizi? Sì, soprattutto quelli positivi. Mi sembra di aver riscontrato il giusto spirito, il gruppo appare ritrovato, grintoso, unito. Il lavoro di Mallett e Troncon sta dando i suoi frutti. Purtroppo a Croke Park ci hanno condannato gli errori. Soprattutto palla in mano: le mini unit vicino al pacchetto non hanno funzionato a dovere. Corretto ma era l'unico modo per rompere il ritmo degli irlandesi. Se provi a giocare alla loro velocità non duri neanche 3 fasi. Chi ti piace del XV azzurro? Secondo me Gower è un giocatore di altissimo livello. In difesa è un mostro, quando capirà i meccanismi di attacco vedrete che giocheremo di più. A seguire? Tebaldi, talento da tenersi stretto. Ottimo al piede, anche se con l'Irlanda ha pasticciato, buon passaggio. Gli manca, come a tanti giovani, l'esperienza internazionale. Promesse? Bocchino, su tutti. Entrato a freddo per Gower sabato, ha salvato una meta e recuperato palla. Meno male che è venuto a Rovigo. Da noi gioca con continuità e ha ritrovato la nazionale. Con merito. Favaro, retrocesso nella A di Guidi? Non è un saltatore, in mischia regala qualche chilo e deve migliorare nella gestione dell'aggressività. Ma le capacità in ruck e nei placcaggi non si discutono. Tornerà presto, vedrete. Ogni intervista cerchiamo di concluderla parlando di Celtic Laague. Prego. Discorso complicato. Da una parte è un bene confrontarsi ad alti livelli ma 40/50 giocatori italiani per la Celtic dove li troviamo? E se li troviamo, cosa rimarrà del campionato, come faranno a crescere gli altri se il gap tra la selezione e la Serie A è così ampio? Colpa nostra o dei "celtici"? Hanno fatto un po' i furbi, ma anche noi abbiamo pasticciato... Ha delle proposte, anche avveniristiche? Non so, mi piacerebbe una sorta di draft, come nell'Nba. Si potrebbero distribuire i talenti, senza creare monopoli legati a soldi e indotto del territorio. Così, di primo acchito. Decisamente avveniristiche. Beh io vedo la mia realtà: prendiamo 40-50 punti in Challenge. Se ci tolgono i migliori attirati dalla Celtic, quanti ne prendiamo? Ha proposte (anche) in questo senso, magari più attuabili? Io farei delle sottoselezioni territoriali. Tipo Padova-Rovigo. Magari non passiamo il turno comunque, ma i 50 punti non li pigliamo più. Da nessuno. F.M.
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