Login
I precedenti

Irlanda >>

 

I precedenti tra Italia e Scozia: 13

Vittorie italiane: 4
Vittorie scozzesi: 9


Tabù fino agli Anni 90
Oltre a essere la squadra anglosassone da noi più volte sconfitta, la Scozia è l’ultima grande dell’Irb, l’International Rugby Board, ad aver concesso un test match ufficiale all’Italia. Fino a 12 anni fa, infatti, gli Azzurri sfidano gli Highlanders, che si “camuffano” da Scozia A. Dopo alcune onorevoli sconfitte e una vittoria italiana (18-15 nel 1993 a Rovigo), nel ‘96 finalmente affrontiamo il XV ufficiale, direttamente nel tempio di Murrayfield. La partita è bella, ma dopo una meta tecnica che ci regala la parità (22-22 al 64’), una segnatura di Stark trasformata ci fa uscire sconfitti.

Nel 1998 la prima affermazione
Gli Azzurri sono reduci da un 1997 meraviglioso, in cui vincono due volte con l’Irlanda, a Grenoble contro la Francia e convincono contro i campioni del mondo del Sud Africa (comunque vittoriosi 62-31 a Bologna). Il 24 gennaio ’98 la Scozia è di scena a Treviso. Nel primo tempo gli Azzurri devono subito subito inseguire, puniti da due mete e un calcio. Si va al riposo sul 18-9 per gli ospiti. La partita è bella, ma non si riesce a sfondare. Il secondo tempo si apre con Dominguez che, piano piano, ci riporta sotto il break. Fino a due minuti dalla fine, però, il risultato è ancora bloccato sul 15-21. A questo punto l’uomo della provvidenza è, ancora una volta Paolo Vaccari che schiaccia in meta e porta l’Italia in vantaggio. Con la trasformazione è sorpasso: 22-21. Il pubblico è in visibilio, è fatta, ma c’è tempo per un altro calcio di Dominguez che fissa il 25-21 definitivo.

Il nuovo secolo
Italia-Scozia è anche  la partita d’esordio del neonato Sei Nazioni. Il 5 febbraio 2000 gli Azzurri partono sfavoriti ma, trascinati da un superbo Dominguez, fin dal primo tempo sono in vantaggio (12-10). Nel secondo Diego sale in cattedra e con tre drop e due calci piazzati in 28’, chiude la partita (27-13). La meta di De Carli allo scadere e quella di Leslie nel recupero valgono solo per il tabellino: finisce 34-20, senza dubbio una delle più belle prestazioni nella storia della Nazionale. Purtroppo l’ottimo inizio non viene confermato, sarà l’unica vittoria fino al febbraio 2003 (con il Galles 30-22). Negli anni successivi l’Italia riesce a battere gli Highlanders altre due volte. La prima nel 2004, sempre in casa, a Roma, per 20-14 (con meta di Ongaro e i calci di De Marigny); l’altra nel 2007, questa volta a casa loro, a Edimburgo quando finisce 37-17 con tre mete nei primi sei minuti (Bergamauro, Scanavacca e Robertson) e il suggello finale di Troncon.



I precedenti tra Italia e Francia: 28

Vittorie italiane: 1
Vittorie francesi: 27
 
Incontrata per la prima volta nel lontano 1935 (a Roma 44-6 per i transalpini), la Francia è la Nazionale, di primo piano, che abbiamo incontrato di più, ben 28 volte. Fino al 1967 il galletti hanno sempre onorato le sfide con gli Azzurri, in coppa europa e nei test match, schierando la squadra titolare. Purtroppo dal famigerato 60-13 di Tolone (Coppa Europa 1967)  -  la peggiore sconfitta di sempre contro i cugini  -  la Federazione francese si è a lungo rifiutata di far scendere in campo il miglior XV possibile, presentando contro l’ Italia la  " B "  o selezioni di secondo livello. Questo ostracismo, seppur dovuto, è finito negli Anni 90, quando l’Italia ha cominciato a schierare un XV di grande livello che, infatti, fu capace dell’impresa di batterli per la prima volta. Nel 1993 a Treviso, Dominguez e soci escono vincitori grazie a una meta tecnica, ma si tratta “solo” della Francia A1, e per il resto del mondo “ovale” quel 16-9 vale ancora troppo poco. Due anni più tardi, dopo i Mondiali sudafricani, teniamo testa ai francesi, stavolta al complto ma perdiamo comunque, finisce 34-22, trascinati dal piede di Bonomi, autore di 17 punti.
 
GRENOBLE
Il miracolo, quello vero, accade a Grenoble, nella finale della Coppa Europa (la parente povera del Sei Nazioni) il 22 marzo del 1997. In pochi, quel giorno, credevano in una vittoria ma l’Italia veniva dalla secondo successo con l’Irlanda (il 4 gennaio dello stesso anno) e schierava un “XV delle meraviglie": Pertile dietro, Vaccari e Bordon alle ali, centri Ivan Francescato e Marcello Cuttitta, Dominguez e Troncon in mediana e poi Gardner, Giovanelli, Sgorlon, Cristofoletto, Croci, Properzi, Orlandi e Massimo Cuttitta in mischia. In panchina c’era Coste e Dondi stava già lavorando affinché l’Italia potesse, finalmente, giocare il Sei Nazioni. La Francia è quella vera, reduce dal Grande Slam e guidata da Skrela e Villepreux.
 
"LA" PARTITA
L'Italia parte fortissimo con una meta di Francescato trasformata da Dominguez (5’ ). A seguire la Francia pareggia con una meta tecnica e fino al 34’  si gioca solo al piede con Dominguez e Aucagne. Poi la meta di Gardner fa il break e si va al riposo in vantaggio, sul 20-13 per gli Azzurri. In avvio di secondo tempo la Francia replica (20-20) ma la precisione di Dominguez (2 calci e due trasformazioni) e le mete di Croci e  "Paolino"  Vaccari (un cambio di direzione indimenticabile) affondano i galletti e  ne vanificano la reazione che li porta in meta (negli ultimi cinque minuti) con l’ elegante estremo Sadourny e Bondouy. Finisce 40-32, per l’ Italia è l’ apoteosi, neanche teletrasmessa.
 
IL SEI NAZIONI
Grazie alla vittoria nel  "campo di periferia"  di Lesdiguieres (Grenoble), e l’ingresso nel Championship, gli Azzurri tornano sessant’anni dopo a giocare a Parigi (solo nel 1937 ci fu concesso l’onore) ma i risultati non sono granché confortanti. Con i blues solo nel 2000 e nel 2001 riusciamo  -  davvero  -  a rimanere in partita (42-31 a Parigi, 19-30 al Flaminio), poi torniamo a parziali antichi, come il 56-13 del 2005 o il 39-3 dell’ anno scorso, all’esordio nel Sei Nazioni 2007. In mezzo alcune discrete prestazioni ma mai la sensazione, molto chiara a Grenoble, che  l’Italia può giocarsela -  fino in fondo - con i cugini.


 

I precedenti tra Italia e Galles: 14 

Vittorie italiane: 2

Vittorie gallesi: 11

Pareggi: 1                                                                                   

Dalla prima partita disputata (sconfitta a Cardiff per 29-19 il 12 ottobre 1994), l'Italia ha sempre dato l'impressione di giocarsela praticamente sempre alla pari con i Dragoni. All'esordio, addirittura, andiamo in vantaggio dopo 6' (7-3 con meta di Ivan Francescato trasformata da Dominguez) salvo poi finire puniti da Neil Jenkins, l'apertura che, con 1.049 punti, è ancora oggi il giocatore ad aver segnato il maggior numero di punti nella storia del rugby.

Fino al 2003 per gli Azzurri arrivano solo sconfitte, alcune di misura, altre più larghe (ma una sola debacle: 21-60 il 20 marzo 1999 a Treviso). Tra le buone prestazioni precedenti al Sei Nazioni, va ricordato il 22-31 subito a Roma nel 1996, in cui però, fino al 66', gli Azzurri conducono 22-21 (trascinati dai 17 punti di Dominguez).

Con l'allargamento del Championship arriva anche il primo successo, datato 12 febbraio 2003, giorno in cui una solo meta allo scadere di Peel salva i Dragoni da un pesante passivo; finisce infatti "solo" 30-22. Per l'Italia guidata da John Kirwan vanno in meta De Carli, Festuccia e Phillips (nella foto). Al resto pensa Dominguez, autore anche di due drop.

Image

Gli ultimi due anni, poi, sono stati ricchissimi di soddisfazioni: nel 2006 un pareggio a Cardiff (18-18), il primo raccolto nel Sei Nazioni fuori casa, ci salva dal Cucchiaio di Legno, mentre l'anno scorso, solo sette giorni dopo la vittoria di Murrayfield, la meta negli ultimi minuti di Mauro Bergamasco sancisce il 23-20 consentendo addirittura agli Azzurri di giocare l'ultima partita, in casa contro l'Irlanda, avendo la (remotissima) possibilità matematica di vincere il Torneo...


I precedenti tra Italia e Inghilterra: 13


Vittorie italiane: 0
Vittorie inglesi: 13

 


L’Inghilterra è stata l’ultima tra le grandi del rugby europeo a concedere all’Italia l’onore del primo test match. Accadde il 23 novembre 1996 nel tempio di Twickenham e finì 54-21 per i Bianchi. Per gli azzurri, che di lì a un paio di mesi avrebbero battuto l’Irlanda a Dublino e subito dopo la Francia a Grenoble, andarono in meta Paolo Vaccari, Alessandro Troncon e Orazio “Bimbo” Arancio.
Image

Quello del 1996 non fu però il primo scontro diretto tra le due nazionali, già rivali nel 1991 e nel 1995 nella fase finale della coppa del Mondo. Nel primo caso il c.t. azzurro è il francese Bertrand Fourcade. A Twickenham l’Italia non sfigura, ma la tariffa è pesante: 36-6. Ci salva la meta di Marcello Cuttitta trasformata da Dominguez. Per loro segnano Webb, Rory Underwood e Guscott, il resto lo fa il piede dell’estremo Webb.

Meglio vanno i nostri in Sud Africa al Mondiale di quattro anni dopo. Finisce 27-20 per loro, con due mete ciascuno (le nostre di Vaccari e Massimo Cuttitta). Ma il sogno di batterli per la prima volta, dal 1991 a oggi, lo culliamo soprattutto ad Huddersfield il 22 novembre 1998. Perché il punteggio finale è 23-15, ma sul 16-12 per loro l’arbitro francese Menè non convalida una meta probabilmente regolare di Troncon.

Da questo momento, praticamente ogni volta che incontriamo l’Inghilterra sono dolori. Fortissimi al Mondiale 1999 (67-7) e al Sei Nazioni 2001 (80-23), Giochiamo quasi alla pari sono nel nel 2006 e nel 2007. Due annni fa, in casa, al Flaminio, l’Italia disputa un bellissimo match, riesce a controbattere colpo su colpo e, solo nel recupero, gli inglesi arrotondano il punteggio sul 31-16 finale (7-6 all’intervallo). L’anno scorso, per finire, gli azzurri giocano alla grande a Twickenham (Berbizier la considera la migliore partita della sua gestione). Wilkinson e compagni vincono 20-7 ma l’Italia concede solo una meta ed esce tra gli applausi. 

 



I precedenti tra Italia e Irlanda: 15
Vittorie italiane: 3
Vittorie irlandesi: 12

La prima partita con l’Irlanda arriva tardi, solo nel 1988, e si disputa a Dublino il 31 dicembre, nello storico impianto di Lansdowne Road – ora in ristrutturazione. Finisce 31-15 per gli irlandesi, l’Italia non demerita ed è consapevole che la vera vittoria è prendere parte all’incontro: per la nostra Nazionale si tratta del primo test match ufficiale concesso dai verdi in 60 anni di storia azzurra.
Da quel Capodanno di 20 anni fa è cambiato tutto: si è giocato più spesso - dal 2000 con il 6 Nazioni almeno una volta l’anno – ed è proprio con l’Irlanda che l’Italia ha ottenuto alcune delle vittorie più significative della sua storia.


Image

Si inizia nel 1995 a Treviso con un 20-12 che sancisce la prima vittoria in assoluto con una squadra d’Oltremanica. Su tutte, però, è quella del 4 gennaio 1997 a Dublino, apripista di un filotto di vittorie (con Francia, Scozia e ancora Irlanda) che spalanca agli Azzurri le porte del Sei Nazioni. Quel giorno, nel tempio Lansdowne Road, l’Italia compie un miracolo: per la prima volta esce imbattuta da uno stadio anglosassone, grazie a una prestazione perfetta che vale un rotondo 37-29. In quell’occasione Carlo Gobbi, inviato della Gazzetta dello Sport, commenta così l’impresa: “Il verdebiancoarancio d'Irlanda si inchina al nostro tricolore. Una vittoria storica, di altissimo prestigio, ottenuta con la forza delle nostre virtù migliori: la tenacia, la volontà, l'orgoglio, l'aggressività. Uscendo dal mitico Lansdowne Road nella sera freddissima, anche noi [giornalisti] abbiamo stretto decine e decine di mani irlandesi, ricevendo molti complimenti che ci hanno reso importanti grazie ai nostri Azzurri, davvero ammirevoli in questo indimenticabile giorno del rugby italiano”-
Da allora solo un’altra vittoria, nel dicembre ’97 a Bologna per 37-22, ma tante buone prestazioni - soprattutto al 6 Nazioni – non ultima quella dell’agosto scorso: in piena preparazione del Mondiale di Francia, al Ravenhill Park di Belfast gli Azzurri tengono testa all’Irlanda per ottanta minuti (a due dal termine sono avanti 20-16) e si arrendono allo scadere solo grazie a una meta fantasma del numero dieci irlandese O’Gara, che fissa il punteggio sul definitivo 23-20.
Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento

busy
 

 


  Video arrow Notizie arrow I precedenti