ITALIA-SCOZIA 23-20 (pt 10-17)
MARCATORI: pt al 13' meta tecnica Italia, tr. Marcato, 21' m. Hogg tr. Paterson, 26' c.p. Parks, 37' c.p. Marcato, 41' m. Blair tr. Paterson; nel st m. 20' Canale tr. Marcato, 30' c.p. Marcato, 32' c.p. Paterson, 40' dr. Marcato.
ITALIA: Marcato; Robertson, Canale, Mi. Bergamasco, Galon; Masi (21' st Travagli), Picone (23' st Patrizio); Parisse, Zanni, Sole; Bortolami, Del Fava (7' st Erasmus, 14' st Del Fava); Castrogiovanni (18' st Nieto), Ghiraldini (29' st Ongaro), Lo Cicero (17' st Perugini). (22 Sgarbi). C.t. Mallett.
SCOZIA: Southwell; Danielli (6' pt Henderson), Webster, Morrison, Paterson; Parks, Blair; Taylor, Hogg (30' st Brown), Strokosch; MacLeod (13' st White), Hines; Murray (18' st Smith), Thomson (13' st Lawson), Jacobsen (18' st Dickinson). (21 Lawson). C.t. Hadden. ARBITRO: Owens (Gal)
Il Cucchiaio di Legno resta alle Orcadi, laddove la leggenda vuole sia custodito il “premio” per chi perde tutte le partite di un Championship. L’Italia vince “alla Wilkinson”, visto che il drop di destro di Marcato a una manciata di secondi dalla fine fa il paio con il più celebre calcio di rimbalzo che Wilko mandò in mezzo ai pali a Sydney regalando il Mondiale 2003 all’Inghilterra.
Il successo contro la Scozia, il terzo casalingo contro gli Highlanders per noi dell’era Sei Nazioni, arriva al termine di una partita-romanzo che gli azzurri avevano fino a metà ripresa infarcito di errori come mai in quest’edizione. Il provvidenziale intercetto di capitan Parisse (anche oggi il migliore dei suoi) che ha lanciato Canale, finalmente prensile, verso la meta del 17-17 ha infatti spezzato l’incantesimo negativo – fatto di calci sbagliati, errori di misura nei passaggi e soprattutto un’inconsueta serie di pasticci nelle ruck - che sembrava attanagliare l’Italia.
Eppure la partenza era stata da manuale: possesso, gioco a non più di due passi dal raggruppamento e meta tecnica conquistata al 12’. Ma la Nazionale non è quella combattiva delle precedenti partite: soprattutto nei placcaggi gli azzurri palesano la comprensibile stanchezza di un Torneo portato avanti praticamente con gli stessi giocatori. Già al 20’, per esempio, subiamo il pareggio per mano di Hogg, terminale di un’azione prolungata impreziosita dall’ultimo passaggio-off load a un metro dalla bandierina di Henderson. Al 25’ Paterson prende tre punti dalla piazzola dopo un fallo in raggruppamento di Sole, ma Marcato, poco prima dell’intervallo, pareggia. La sfida a distanza tra i due calciatori la vince… capitan Blair, che quasi sul fischio finale schiaccia in mezzo ai pali l’ovale al termine di un’azione tutt’altro che irresistibile dove i nostri collezionano diversi placcaggi mancati. Sembra un colpo difficile da digerire, anche perché al rientro la Scozia fa tutto quello che deve, continuando a insistere con calci e up and under per tenerci vicini ai nostri 22. L’Italia sembra stanca, diversi dei suoi uomini migliori (Castrogiovanni in primis) sono spremuti dalle precedenti quattro battaglie. Fino all’intercetto di Parisse gli azzurri sembrano sul punto di cadere nel burrone del quarto Cucchiaio in nove edizioni, ma l’intercetto del capitano cambia la partita. A 21’ dalla fine il punteggio dice 17-17. Travagli va in mediana al posto di Picone, mentre Marcato rimpiazza Masi all’apertura. Galon va estremo e Patrizio all’ala. Ma è lo spirito, più degli schemi, a cambiare nella banda Mallett. Tra il 30’ e il 32’ è ancora Marcato vs Paterson: tre punti ciascuno per il 20-20. Mancando 10 minuti. In campo ci sono due squadre stanchissime. Pochi penserebbero a un’azione multifase nei 22 della Scozia, invece Travagli chiama tutti vicino al pack. Uno, cinque, tre metri dalla linea della meta e della feclità. Niente, la Scozia, non cede. Finché Travagli-Matt Dawson prepara il banchetto per il drop centralissimo di Wilkinson-Marcato. Che centra i pali, liberando l’urlo di gioia di un Flaminio uscito dall’incubo. 23-20 non vuol dire quinto posto: finiamo ultimi per 2 punti di differenza, ma oggi è il giorno della felicità. Il giorno di una brutta Italia che ha un cuore grande così.
Luca Castaldini
LE PAGELLE DEGLI AZZURRI
Marcato, da estremo 5,5 troppe imprecisioni; da apertura: 7: non sbaglia nulla, e il drop all'ultimo minuto è da applausi, che freddezza.
Robertson, 7: mezzo voto in più per i progressi, finalmente pimpante regala un po' di imprevedibilità.
Canale, 6,5: sicuramente la sua miglior prestazione 2008, oltre alla meta tanta difesa e break importanti.
Mi. Bergamasco, 6: parte piano ma quando serve (nel finale) c'è anche lui, in crescita.
Galon, 6: meno preciso del solito al piede, ma è bravo a riciclarsi 15 dopo l'uscita di Masi.
Masi, 5: grande difesa ma in attacco ritorna più centro del solito. Nel secondo tempo, ai primi problemi fisici, Mallett lo sostituisce.
Picone, 5,5: passaggi lenti, poche idee e al piede inesistente, in calo.
Parisse (capitano) 8: encomiabile, per spirito, mole di gioco, carattere (una ripartenza da calcio dai 22 poteva farla solo lui) e la ciliegina dell'intercetto sulla meta di Canale. Insieme a Castro è il migliore degli Azzurri di questo Sei Nazioni.
Zanni, 6,5: inizia benissimo, facendosi trovare anche al largo. Nel secondo cala un po' ma è giustificato.
Sole, 6,5: grande lavoro di pulizia.
Bortolami, 7: preciso in touche e in seconda fase da mischia. Prende un paio di placcaggi pesanti ma si rialza sempre. Gioca da leader.
Del Fava, 6,5: miglior placcatore del match, proprio un bel Sei Nazioni il suo.
Castrogiovanni, 6: tiene su la mischia finché ce la fa, come sempre.
Ghiraldini, 6,5: guadagna sempre più minuti, per via della precisione (in touche) e del dinamismo (ogni tanto gioca al largo come un centro).
Lo Cicero, 6,5: acclamato dal pubblico prima del fischio di inizio, lo ripaga con una bella prestazione. Davvero maturo in questo Sei Nazioni
A disposizione:
Ongaro, 6,5: come al solito entra, non sbaglia (quasi) nulla e pulisce tutto
Nieto, 6: forze fresche (e lucide)
Perugini, 6,5: bene in mischia e nell'azione del drop.
Travagli, 7: bravo Pietro, forze fresche, piede caldo, quello che voleva Mallett
Erasmus, sv,
Patrizio, sv
Sgarbi, non entrato.
Federico Meda