GALLES DELUDENTE MA L’ITALIA NON NE APPROFITTA

ITALIA-GALLES 16-24 (p.t. 11-21)

MARCATORI: p.t. al 3’ c.p. S. Jones, 5’ m. Canale, 9’ m. Stoddard, 12’ c.p. Mi. Bergamasco, 13’ m. Warburton tr. S. Jones, 26’ c.p. Mi. Bergamasco, 37’ e 40’ c.p. S. Jones. S.t. al 12’ m. Parisse, 32’ drop Hook.
ITALIA: McLean; Masi (dal 33’ s.t. Benvenuti), Canale, Sgarbi, Mi. Bergamasco; Burton (dal 24’ s.t. Orquera), Semenzato (dal 30’ s.t. Canavosio); Parisse (cap), Barbieri (dal 31’ s.t. Vosawai), Zanni; Geldenhuys, Dellapè (dal 13’ s.t. Bernabò); Castrogiovanni (dal 30’ s.t. Perugini), Ghiraldini, Perugini (dal 1’ s.t. Lo Cicero). C.t. Mallett.
GALLES: Byrne; Stoddart, Hook, Roberts, S. Williams; S. Jones, Phillips; R. Jones, Warburton, Lydiate; A.W. Jones, Davies; Mitchell, Rees (cap; dal 36’ s.t. Hibbard), James. C.t. Gatland.
ARBITRO: Barnes (Ing).
NOTE: “Man of the Match” Semenzato.

Troppi errori al piede (2/6 in piazzola) e scelte sbagliate gli ostacoli verso la vittoria, anche oggi alla portata degli azzurri, molto applauditi ma ancora a 0 punti in classifica. Buona la prova di Semenzato in regia, premiato come Man of the Match.

Punteggio che si muove molto, cambi di fronte repentini e occasioni continue. Ecco il sunto dell’odierno Italia-Galles, in un Flaminio tinto di rosso e accarezzato da una tramontana pungente. Peccato che l’Italia sia sempre la solita: onesta, generosa ma poco lucida nella gestione del pallone e delle scelte. Dall’altra parte non c’erano i tanto attesi dragoni, ma una copia sbiadita del Galles visto a Murrayfield due settimane fa. Gatland non potrà essere soddisfatto dei suoi che, a intermittenza, giocano sostanzialmente per un tempo (in cui segnano 21 punti su 24), gestendo il secondo consci dei limiti dell’Italia.

Pronti via ed è subito 3-0: Stephen Jones realizza un calcio dopo appena 3′ ma l’Italia è fortunata e su un errore gallese, va in meta al 5′ con Canale, bravo a intercettare il pallone, calciarlo lungo e schiacciarlo. Purtroppo Mirco non trasforma ed è solo 5-3. Si riparte e basta un sovrannumero per lanciare Hook nello spazio, off load a una mano per Byrne, palla a Stoddard ed è 8-5 (Jones corto sulla trasformazione). Mirco però pareggia immediatamente dai 5, verso la tribuna: 8-8.

Dopo la seconda meta dei dragoni -  al 13′, buco di Hook e riciclo facile per Warburton, 15-8 – la partita si incanala in un gioco vivace che però premia i gallesi, bravi a sfruttare ogni occasione, soprattutto i nostri errori in touche (alla fine ce ne ruberanno 5…), alleggerendo sempre col sapiente piede Stephen Jones. Ci sono anche momenti favorevoli agli azzurri, come la meta non convalidata dal tmo (Zanni al 25′), dopo un efficace pick and go di Semenzato. Ci consoliamo con un calcio di Mirco che realizza dal centro in seguito a un vantaggio non conseguito: 15-11. C’è tempo anche per un buco del nostro mediano, da cui scaturisce un’ottima touche sui 5 avversari che non concretizziamo. Purtroppo una serie di errori nei minuti conclusivi fanno scappare oltre il break il Galles che chiude il tempo con altri due calci di Stephen Jones per il 21-11.

Con Lo Cicero in campo per Perugini e dopo qualche minuto di assestamento, Semenzato azzecca il cambio di gioco per Parisse, solo alla chiusa: il capitano di forza con due avversari attaccati, segna i bandierina (12′). Stavolta il Tmo non tradisce e possiamo solo recriminare per l’ennesimo errore di Bergamasco in piazzola (un altro in apertura di tempo dai 10). Sul 21-16 entrano Bernabò per Dellapè e la sensazione è che il Galles aspetti gli errori perché la nostra difesa funziona e anche in attacco siamo efficaci, sopratutto grazie alla velocità che regala Semenzato.
Si susseguono diverse azioni interessanti ma gli azzurri hanno la colpa di andare in touche (o a chiedere la mischia sui 5 con cui prendiamo il primo calcio contro dall’inizio del match) quando dovrebbero piazzare e viceversa. Così al posto di trovare il -2 (poco oltre il 60′), ci ritroviamo sempre a -5. Mallett cerca di mischiare le carte con Orquera per Burton e la nuova apertura, dopo un calcio dai 10 fuori (10 i punti persi negli 80′), si ritrova dopo poco con un nuovo nove (Canavosio) e  Perugini, rientrato in prima linea al posto di Castro, toccato duro sul naso.

Gli ultimi 10 minuti vedono in campo Benvenuti (per Masi) e Vosawai (per Barbieri) e il Galles che si trova, forse per la seconda volta in tutto il tempo, nella nostra metà campo. Sembra un film già visto: Phillips prepara la base, Hook “droppa” e il Galles è oltre il break, 24-16. Ci proviamo, per carità, fino al fischio dell’arbitro Barnes (un po’ a senso unico quest’oggi) ma con la sensazione di aver già buttato via la partita.

14 Commenti

  1. Ormai è chiaro che le scelte contano Mallet si alza e vuole tre punti il galles va avanti di 8 punti Ora qualcosa va cambiato e va camito prima della fine Basta Mallet!!!!!!!!!!

    26 febbraio 2011 da profbobus
  2. Non è possibile distrugere e demoralizare questa squadra e ora di cambiare, mi dispiace Mallet ma non mi sei piaciuto neanche questa volta.
    La Federazione deve decidere……

    27 febbraio 2011 da Claudio
  3. sono d’accordo, Mallet e’ stato deludente sin dal’ inizio

    28 febbraio 2011 da Sturginho
  4. tutti bravi a dare addosso a Mallett, ma secondo voi cosa dovrebbe fare??!?! a disposizone ha solo questi giocatori… e poi ogni volta che qualcosa non va il primo sotto giudizio è l’allenatore… è già successo e continuerà ad essere così… è tutto il movimento che purtroppo non funziona, a partire dagli alti vertici.

    28 febbraio 2011 da Bruno
  5. anche Berbizier aveva gli stessi giocatori, ma e’ riuscito a vincere 12 gare su 35 (piu’ il pareggio di Cardiff.) Con Mallett invece solo 6 vittorie in 39, e’ per questo che si trova sotto giudizio

    28 febbraio 2011 da Sturginho
  6. sono d’accordo con Stuginho! Pero’ riflettete su questo: La Francia ci ha messo 46 anni prima di essere a livello nel 5 nazioni! il nostro movimento cresce e crescera’! tempo al tempo! Sacrifici!

    28 febbraio 2011 da massimo
  7. cambiate l’allenatore

    1 marzo 2011 da matttteo
  8. ribadisco… non è l’allenatore… è un problema del movimento italiano, tutto.

    1 marzo 2011 da Bruno
  9. Ci vuole un allenatore europeo e basta, mglio un francese perchè hanno le caratteristiche anche mentali più simili a noi

    5 marzo 2011 da France
  10. non avremo mai dei giocatori potenti e veloci come gli inglesi, possiamo puntare sulla mischia, sul “carretto”, e poi dobbiamo recuperare livello sulle touche e sui calci e sui drop…non avremo mai un rugby veloce alla mano, dobbiamo puntare sul punto di contatto e palla viva (vedi Semenzato) per poi bruciarli negli ultimi trenta metri…insomma a noi serve un allenatore latino un buon calciatore (che fine ha fatto Marcato!?) ed un rugby “spumante” con più intercetti e più drop!! Rispetto a Barbizier il nostro livello di rugbisti è migliorato: Parisse, i Bergamasco, Canale, Mac Lean, Castrogiovanni, Lo Cicero sono giocatori di livello mondiale…Semenzato, Barnabò, Bocchino, Barbieri e Sgarbi sono già più di una promessa, per finire non so come si tenga fuori uno come Cannavosio che negli ultimi 10 metri è letale!

    7 marzo 2011 da lello
  11. dimenticavo Zanni, Dellapè, Garcia, Burton, Goldenheyes, che però risentono troppo del momento e del risultato…e poi Pratichetti, che senso ha non convocarlo se è proprio il tipo di rugbista che Mallett predilige!?

    7 marzo 2011 da lello
  12. Sole è immenso ma si addormenta in mezzo al campo…isomma i giocatori ci sono ma se non impariamo dalle vittorie del passato ottenute grazie ai carrettini agli intercetti ed ai drop più che sulle mete non andremo da nessuno parte…Mallet è troppo anglosassone negli schemi e fisico nel gioco riprendiamoci un francese o diamo la nazionale a Troncon…col tempo quando il movimento crescerà impareremo a giocare alla mano ed allora sarà diverso…

    7 marzo 2011 da lello
  13. bisogna avere il coraggio di fare giocare i giovani promettenti ( nitoglia, buso,furno, tra cui poi verrà fuori anche un calciatore, almeno se si perde si è provato altri giocatori.

    7 marzo 2011 da stefano
  14. Ritengo che ad allenare la Nazionale possa arrivare anche un marziano…..il problema è radicale. E’ la squadra ad esssere mediocre, inadatta ad un torneo di spessore come il 6Nazioni (figuriamoci un Mondiale!).
    La nostra squadra proprio non ce l’ha nel DNA questa disciplina. Avete visto tutti come è andata a finire con la Francia, e la cosa si ripeterà con l’Inghilterra, etc.
    Forse la Scozia (tanto per cambiare) è abbordabile, a patto però che loro non siano colpiti da gastroenterite. In men che non si dica saremo fuori da sto’ torneo. Il Cucchiaio di Legno? Quello non ce lo toglie nessuno…
    Ridicoli i commenti su La7: raccontano le “sberle” come fossero vittorie!!

    6 febbraio 2012 da Domenico

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    • Roma 12 marzo, 2011

      Stavolta i ragazzi di Mallett azzeccano tutto: la Francia è battuta, per la prima volta al Sei Nazioni, per la seconda nella storia

    • Roma 12 febbraio, 2011

      Mai così male da 11 anni a questa parte: dopo un buon avvio gli azzurri crollano e prendono 8 mete, 4 delle quali di uno scatenato Ashton

    • Roma 26 febbraio, 2011

      Troppi errori al piede (2/6 in piazzola) e scelte sbagliate gli ostacoli verso la vittoria, anche oggi alla portata degli azzurri, molto applauditi ma ancora a 0 punti in classifica. Buona la prova di Semenzato in regia, premiato come Man of the Match

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